Scandalo Emissioni Volkswagen: esplode un caso mondiale

Volkswagen smascherata in maniera plateale per avere “taroccato” i valori di emissioni inquinanti su almeno 11 milioni di veicoli circolanti in tutto il mondo; lo stupore è relativo, dato che da più di un anno la ONG Belga Transport & Environment ha pubblicato uno studio proprio sulle “manovre” messe in atto dalle Case costruttrici per poter superare i test delle emissioni.

Le normative europee e nordamericane sulle emissioni inquinati sono sempre più rigide e impongono alle Case costruttrici un continuo impegno, con un conseguente investimento di risorse economiche, per potere stare al passo con le normative. Ma come sempre qualcuno prova ad aggirare l’ostacolo,riducendo sforzi e spese al minimo, ovviamente a scapito della comunità, dei concorrenti leali e non l’ultimo, in questo caso, dell’ambiente. E’ triste scoprire che ad agire in maniera furbesca e plateale sia stata Volkswagen, uno dei più grandi e importanti gruppi automobilistici mondiali. Proprio per l’importanza del marchio la risonanza del fatto e ancora più eclatante, così come eclatanti sono le conseguenze, immediate e future.

Il titolo di borsa Volkswagen è crollato, tramortendo anche i titoli di altri marchi; la UE annuncia una indagine approfondità, così come la Cancelliera tedesca Merkel chiede chiarezza. Il Ministero dei Trasporti italiano ha dichiarato, per mezzo del Ministro Galletti, che è al vaglio la sospensione delle vendite nel nostro Paese nel caso in cui si scoprisse che anche le vetture vendute in Italia abbiano le emissioni alterate. Sembra che intanto a Wolfsburg stiano preparando i fondi in previsione di una maxi multa, ma in questo momento non è facile stimare quali saranno le reali conseguenze; siamo certi che più di una testa salterà!

Il modo in cui veniva messo in atto il “raggiro” era decisamente raffinato ed affidato completamente all’elettronica di bordo. La centralina della vettura era infatti in grado di intuire se, probabilmente per mezzo di un sensore posto nella porta diagnosi OBD II, stava per essere sottoposta a un test sulle emissioni. In questo caso in maniera del tutto autonoma veniva impostata una mappatura (tutti i parametri di alimentazione, accelerazione e consumi) fatta ad hoc per contenere al massimo le emissioni inquinanti. Ovviamente questa mappatura da test è ben diversa da quella impostata come standard sulle vetture, offrendo prestazioni estremamente ridotte rispetto al normale. Una volta terminati i test, la centralina ricaricava la mappa predefinita e, ne i controllori, ne il proprietario si accorgevano di nulla.

Le verifiche sulle emissioni delle auto a marchio Volkswagen sono partire dagli USA, dove le norme antinquinamento e i controlli sono particolarmente severi, e da li è partita un’onda che sembra inarrestabile e che ha smosso gli animi fin nella lontana Corea del Sud, dove si annunciano immediate verifiche sul parco circolante. Siamo certi che la vicenda ci offrirà numerosi spunti di approfondimento e se ne parlerà ancora a lungo. Fateci sapere la vostra opinione in merito a questa spinosa situazione.

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