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Nuova Jaguar S-Type , recensione e prova su strada
Presentata sotto i riflettori del Salone di Detroit 2004 la Jaguar
S-Type attualmente in concessionaria non
può essere certamente definita un modello completamente
nuovo ma, indubbiamente, l'interessante ed
efficace restyling che l'ha interessata le ha donato un maggiore appeal
sotto il profilo estetico ed una
meccanica “rivoluzionaria”.
Alle raffinate forme da piccola XJ, i tecnici Jaguar hanno apportato un
ulteriore tocco di modernità,
in particolar modo nella zona posteriore, dove due nuovissimi gruppi
ottici di maggiori dimensioni rendono
equilibrato un insieme altrimenti dominato dal nuovo paraurti,
caratterizzato da una profilatura piú
evidente e sportiva.
I quattro occhi, che da sempre caratterizzano, la S-Type sono rimasti
pressoché invariati, mentre il
nuovo paraurti, dotato di prese d'aria piú armoniose ed
aggressive, e la calandra, leggermente
rivista, conferiscono, come se non bastasse, ancor piú
fascino e classe.
Non mancano certamente le versioni Sport ed R, ancor piú
aggressive e caratterizzate dal classico
Sporty Look”, vera e propria icona della
sportività made in Jaguar sin dal lontano 1961.
Lo schema tecnico della vettura, profondamente aggiornato nel 2002 con
l'introduzione di grosse
novità per telaio e sospensioni, viene leggermente
aggiornato anche in occasione di questo
lifting, grazie all'introduzione di nuovi elementi studiati per ridurre
gli attriti nel movimento
delle sospensioni ed una taratura degli ammortizzatori messa a punto
per rendere ancor piú
preciso il comportamento dinamico della S-Type.
Segnaliamo, inoltre, che servosterzo Servotronic, ABS, aiuto alla
frenata d'emergenza, controllo
della trazione e DSC sono, sono aiuti alla guida forniti di serie.
Trazione posteriore e cambio automatico sono di serie sulle
motorizzazioni ad otto cilindri, tranne
che sulle motorizzazioni V6, per le quali è possibile
scegliere tra un cambio manuale a cinque
rapporti ed un automatico, come optional, a sei rapporti.
Migliora ulteriormente la qualità degli interni, che offrono
una cura per il dettaglio ancor
piú maniacale oltre a nuovi canoni di comfort, sicurezza ed
ergonomia.
Completamente rivisitata la strumentazione, che ora offre maggiore
assistenza digitale, grazie alle
maggiori informazioni offerte dai due display LCD, ed una
piú facile lettura.
Anche gli allestimenti subiscono delle importanti variazioni, grazie a
nuove colorazioni delle pelli,
prodotte dalla vicentina Pelli Pasubio, e dei rivestimenti, che ora
risultano piú accoglienti ma
anche piú sportivi: interessantissima la
possibilità di richiedere le rifiniture in
tecnologico alluminio in luogo della classica radica inglese.
Il caos urbano non permette di capire a fondo le qualità di
questo propulsore, perché di coppia
motrice ai bassi regimi ce n'è in abbondanza ma il bello
viene una volta oltrepassati di i
1.800 giri: in quell'istante la lancetta del contagiri cambia
letteralmente passo permettendo di
contare ad uno ad uno i 207 puledri di cui è dotato questo
propulsore che, alla resa dei conti,
sembra essere dotato di una “forza” in grado di
nascondere il 2.5 alimentato a verde e giocarsela,
in piú di qualche situazione, con il potentissimo tre litri
V6 da 238 CV.
Non solo piú bella e raffinata rispetto al già
eccellente modello che l'ha preceduta, insomma,
ma anche meno costosa delle dirette rivali tedesche: per una S-Type 2.5
V6, ad esempio, si spendono
39.900 euro chiavi in mano, mentre per entrare in possesso del
nuovissimo V6 2.7 diesel,
sono sufficienti 41.900 euro, chiavi in mano. Tanta, anzi tantissima
qualità ad un prezzo
relativamente contenuto. Un'ottima occasione per tradire i tedeschi !!!
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