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Recensione e prova Hyundai Matrix
La concorrenza è dura, ma la Hyundai con la sua Matrix ha saputo
ritagliarsi la sua nicchia di mercato, con il suo design riuscito, con
la qualità della sua realizzazione complessiva, e prezzi del
tutto concorrenziali.

La monovolume coreana cambia un po ' le carte in tavola rispetto alle
sue più dirette rivali, quali La Opel Zafira e la Renault Scénic,
grazie ad una carrozzeria originale, disegnata da Pininfarina.
Internamente, lo spazio è ben armonizzato e valorizzato, pur
con dimensioni non eccessive, con una lunghezza di 4 metri circa, ed
un'altezza di 1,74 metri, internamente l'abitabilità
è la migliore della sua categoria. In questo modo, trovano
ospitalità comodamente 5 passeggeri adulti, con il bagagliaio che
normalmente ha una capacità di 354 litri, che possono
arrivare a 1284 abbattendo l'ultima fila di sedili, e grazie all'ampio accesso
consentito dal portellone posteriore.
Le sospensioni della Matrix sono McPherson all'avantreno e dual link al
retrotreno, con sterzo servoassistito, ABS con EBD. Tutte
le motorizzazioni a benzina sono la 1.6 e la 1.8, con potenze
di 103 e 122 cavalli, con velocità massime di 170 e 184
km/h, ed accelerazioni da fermo in 12,7 e 11,3 secondi. Tre
cilindri invece e 12 V il motore a gasolio, del tipo common rail con
iniezione diretta, 1.500 cc di cilindrata, con 82 cavalli di potenza,
capace di accelerare in 17,9 secondi e di spingersi sino ad una
velocità massima di 160 km/h. Prestazioni non eccelse che
però sono valorizzate dai consumi ridotti (6,5 litri per 100 km nel ciclo
urbano, 4,6 nell'extraurbano e 5,3 nel misto).
Sono tre gli allestimenti previsti, il Comfort, il Plus ed il Premium,
ricche di accessori di serie, con prezzi a partire dai 14.000 euro
circa.
Le prestazioni delle versioni benzina sono divertenti, anche se la
prorogativa della Matrix è la sua versatilità e
la sua sicurezza nel traffico cittadino.
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