Eco Incentivi Auto 2009



Incentivi statali auto e promozioni 2009

Incentivi statali, bonus auto


Gli incentivi statali per l'auto, approvati dal consiglio dei ministri del 6 Febbraio 2009, si è deciso di attuare un bonus di 1.500 euro senza esenzione dal pagamento del bollo


Il beneficio spetta a chi rottama auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2 immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura Euro 4 o Euro 5 (con emissioni massime 140 grammi CO2/Km per i veicoli benzina e massimo 130 grammi CO2/Km per i diesel).


Bonus di 1.500 euro per salire su auto super ecologiche, a metano, Gpl, elettriche o a idrogeno. Incentivo di 2.500 euro per l'acquisto di veicoli commerciali leggeri in cambio della rottamazione di veicoli Euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 1999.

 

Li riassumiamo qui di seguito:

  • 350 Euro di contributo statale per la trasformazione a GPL di auto Euro 3, Euro 4, Euro 5 ed Euro 6.
  • 350 Euro di contributo statale per l'acquisto di auto nuove non omologate da trasformare a GPL.
  • 500 Euro di contributo statale per la trasformazione a GPL di auto omologate Euro 0, Euro 1, Euro 2. Per la trasformazione a metano di auto Euro 3, Euro 4, Euro 5 ed Euro 6. Acquisto di auto nuove non omologate a gas da trasformare a metano.
  • 3.500 Euro di contributo statale per l'acquisto di auto nuove omologate a metano, elettriche, ibride, a idrogeno ed aventi emissioni inquinanti di CO2 fino a 120 g/km2.
  • 1.500 Euro di contributo statale per l'acquisto di auto nuove omologate a metano, GPL, elettriche, ibride, a idrogeno con emissioni di CO2 pari o superiori a 120 g/km2.
  • 2.000 Euro di contributo statale per l'acquisto di auto nuove omologate a GPL ed aventi emissioni di CO2 inferiori a 120 g/km2.
  • 650 Euro di contributo statale per la trasformazione a metano di auto Euro 0, Euro 1 ed Euro 2.


Gli incentivi statali valgono fino al 31 dicembre 2009 e per auto immatricolate entro il 31 marzo 2010. Queste riduzioni sul prezzo di listino sono cumulabili con altre eventuali iniziative regionali o delle case costruttrici.


Incentivi per le due ruote
. Si ipotizza un incentivo di 500 euro per la rottamazione di scooter Euro 0 o Euro 1 per acquistarne uno Euro 3, fino a 400 di cilindrata.

2009: tornano gli incentivi statali! Le promozioni delle case


Per introdurre il discorso basta sciorinare qualche dato: Nel 2007, anno degli incentivi statali sulla rottamazione, in Italia furono vendute 2,5 milioni di vetture. Nel 2008, anno fortemente negativo, ne sono state vendute 2,160 milioni. Nel 2009, sempre che la crisi mondiale non si accentui ulteriormente, si scenderà ad 1,850 milioni di auto vendute.

 

Cali su cali quindi, con clienti con meno soldi da spendere e meno intenzionati ad acquistare una vettura nuova, case automobilistiche in crisi finanziaria, che richiedono aiuti statali per incrementare le vendite, salvare l'occupazione e aiutare le proprie concessionarie a smaltire parte del parco auto che si accumula nei loro, spesso immensi, piazzali.

 

Prima di effettuare una panoramica delle promozioni che le case automobilistiche stanno autonomamente attuando in attesa che l'Unione Europea ed il Governo italiano decidano se e come introdurre nuovi incentivi statali, occorre fare una riflessione che interessa chi davvero intende acquistare una vettura, il cliente.

La crisi incombe eppure i trucchetti delle concessionarie non mancano mai



Il cliente ha sempre ragione, dice un vecchio adagio. Ma i proverbi sembrano non essere più attuali, almeno in questa nostra vituperata Repubblica. Perchè infatti non comprendere che se le concessionarie sono vuote ed i venditori si girano i pollici in attesa che entri qualcuno non basta indire week end porte aperte oppure proporre offerte su offerte quando poi, alla stipula del contratto escono fuori i soliti giochetti.

 

In alcune concessionarie, vengono aggiunte, solo al momento della firma del contratto, clausole, ovviamente a pagamento, quali la preconsegna, la deceratura ed altro ancora.

 

Oppure, la difficoltà di recepire le vetture del modello richiesto senza che abbiano accessori spesso superflui. O, ancora, la difficoltà da parte dei potenziali clienti di poter accedere ai finanziamenti.

 

E, una volta ottenuti questi, la difficoltà di trovare finanziamenti con tassi onesti. Anche perchè occorrerebbe capire come mai in qualunque finanziaria viene detto che i tassi sono aumentati quando invece sono ai minimi storici. Mah.

 

Noi crediamo che sia tutta la filiera del settore automobilistico a dover cambiare atteggiamento. Ben vengano gli incentivi, che sono comunque l'ennesimo aiuto di Stato, ma non potendo diminuire i prezzi di listino (per svariati motivi, tra cui quello dell'elevato costo del lavoro per chi produce vetture in Italia), quantomeno si aumenti la trasparenza.

 

Personalmente solo pochi giorni fa ho subito un semi raggiro immotivato. Recatomi presso l'officina della concessionaria in cui ho acquistato la macchina (dove sono cliente da anni) per una riparazione non in garanzia, il cambio delle pastiglie dei freni anteriori, mi è stata fatturata l'operazione per 221 euro, mentre solo il giorno prima mi era stato detto che la stessa sarebbe costata 160 euro. Come siano motivati questi 61 euro di differenza è un mistero.



Fiat Panda     Grande Punto     Toyota IQ



Il problema è che fin quando l'italiano medio viveva per la macchina, risparmiando su tutto tranne che su questa, allora certi atteggiamenti potevano passare sotto silenzio. Ora, in tempo di crisi, come si può pensare di perpetrare questi atteggiamenti? La discussione sugli incentivi è attuale e coinvolge tutti i governi europei. In Francia le case automobilistiche stanno per ricevere degli aiuti ma con l'impegno di continuare a produrre in loco.

 

Questo è poi il problema principale. Le case automobilistiche per uscire dalla crisi chiedono incentivi e aiuti ma anche i permessi per delocalizzare, i governi sono disposti a fare sacrifici soprattutto per salvaguardare l'occupazione.

 

Fra indotto e produzione diretta il mercato automobilistico italiano ha una quota di Prodotto Interno Lordo del 3%. Una quota davvero rilevante. Le difficoltà sono tante e la crisi è profonda. Ed è profonda tanto più oggi perchè, rispetto ai momenti difficili del passato, per la prima volta è chiaro ed evidente che il settore automobilistico così com'è concepito oggi non è produttivo.

 

Si producono infatti molte più auto di quante il mercato ne possa assorbire. Perchè? Perchè i costi per produrre una vettura si ammortizzano solo con economie di scala. Non per nulla, la frase di Marchionne: per resistere una casa automobilistica deve produrre, e vendere, almeno 5 milioni di vetture l'anno.

 

Una cifra che poche case automobilistiche possono raggiungere. E' giunto il momento per questo settore di approfittare della crisi per riorganizzarsi e rientrare nel mercato ricorrendo però a licenziamenti di massa, oppure basterà tirare un po' la cinghia e ricorrere all'intervento degli stati centrali per andare avanti ancora qualche anno e rimandare il punto di non ritorno un po' più in là nel tempo?

 

Attendiamo le prossime settimane per capirne di più. A lato qualche esempio delle promozioni in corso da parte delle case automobilistiche.