Alfa Spider



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Recensione e prova Alfa Spider


Larga come la Brera, cioè 1,83 metri, ma più corta, la Alfa Spider, presentata al salone internazionale di Ginevra nel 2006, si presenta come l'erede diretta dalla mitica Spider, auto storica della casa di Arese, ne mantiene intatto il fascino. Se la precedente versione non è stata molto apprezzata, questa promette di rinvigorire i fasti del mito.



Foto Alfa Spider







Disegnata dal solito Pininfarina, con la collaborazione del Centro Stile Alfa Romeo, è disponibile in 2 versioni, con motorizzazioni mutate dalla Brera: 2.2 JTS da 185 CV e 3.2 JTS da 260 CV. La Spider è curata in ogni dettaglio, il suo equipaggiamento prevede svariate funzioni: dal climatizzatore automatico bi-zona ai comandi della radio sul volante, dal VDC al cruise control.


L'intento non troppo celato della casa di Arese è quello di competere con i modelli delle case tedesche, principalmente, le spider Slk della mercedes, e lo Z4 della Bmw, che si spartiscono equamente il segmento delle decappottabili di fascia media. Pare proprio che l'intento sia stato brillantemente realizzato, visto che la Spider non pare affatto subire alcun effetto di sudditanza. Anche perchè sarebbe ingiustificato. Rispetto alle concorrenti, è più pesante, e questo ne penalizza le prestazioni.


Nell'interno, il grado di finiture è di notevole pregio, anche se talvolta ci si meraviglia di come certi dettagli potrebbero essere migliorati, specie in una vettura di questo livello. Parliamo ad esempio, del posacenere e della mostrina sul volante, di dubbio gusto. Il volante è ben regolabile a seconda dei desideri del guidatore, un po' meno efficiente si mostra la regolazione del sedile. A capote chiusa, la visibilità è quella tipica delle spider, non eccelsa.



Su strada, evidente la sua tenuta su tutti i terreni e le condizioni. Il cambio è preciso, la frizione è dotata di uno stacco di facile identificazione. Forse andrebbe migliorata la vicinanza tra il movimento del cambio e i tasti di controllo della plancia. Talvolta, involontariamente, può capitare di azionare qualche tasto cambiando marcia. La ripresa è buona per le caratteristiche dei motori, però essa è penalizzata dalla lunghezza dei rapporti, specie per quanto concerne le marce alte, la quinta e la sesta in particolare.


Lo sterzo è una delle caratteristiche che più ci hanno colpito: molto preciso e duttile. La sensazione è di un'auto bella, esteticamente di pregio, con ancora delle incertezze. Le motorizzazioni spesso faticano a reggere il peso globale della vettura. Le prestazioni corrispondono più a quelle di una granturismo che a quelle di una sportiva, quale forse ci si aspetterebbe dal tipo di auto. Inoltre, anche i prezzi non sono bassi. Il livello è quello delle rivali. Resta da vedere se, e restano molti dubbi, Alfa abbia fatto abbastanza per colmare il gap che in certe macchine la separa da BMW e Mercedes. Forse, un prezzo più basso rispetto alle concorrenti ne avrebbe stuzzicato maggiormente la curiosità degli amanti del genere.