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La sicurezza dell'Alfa Mito

Alfa Romeo MiTo è stata progettata per ottenere il massimo punteggio nei test di sicurezza passiva ed attiva. Una protezione totale, insomma, che ne fanno una delle vetture più sicure dell’intero panorama automobilistico. Basti dire che il nuovo modello ha superato i più severi “crash test” e soddisfa già da ora le proposte per la futura normativa europea. Ecco in dettaglio tutti i dispositivi e sistemi adottati dalla nuova Alfa Romeo MiTo.


Per questo il nuovo modello dispone dei più sofisticati dispositivi elettronici per il controllo del comportamento dinamico della vettura (dalla frenata alla trazione) implementati per aumentare ancora di più i limiti dinamici, quindi non intrusivi per il guidatore, ma a tutto vantaggio della sicurezza. L’intervento di questi dispositivi è stato studiato attraverso simulazioni e prove in pista con l’obiettivo di assicurare il massimo piacere di guida.


Di tipo idraulico servoassistito, l’impianto frenante di Alfa Romeo MiTo è costituito da due circuiti indipendenti incrociati, si dimostra particolarmente efficace e assicura una frenata pronta e progressiva, oltre che spazi di arresto ridotti. Ovviamente, l’impianto differisce in funzione delle diverse motorizzazioni (per peso e potenza): le vetture equipaggiate con il 1.4 da 78CV impiegano, sulle ruote anteriori, dischi autoventilanti da 257 mm e pinze flottanti in ghisa con pistoncino di diametro 54 mm; su quelle posteriori, invece, i dischi sono pieni (diametro di 251 mm) mentre la pinza è in alluminio con pistoncino di diametro 38 mm.


La brillante Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbobenzina da 155 CV adotta, all’anteriore, dischi autoventilanti da 305 mm, con pinza in alluminio monoblocco a quattro pistoncini, sulle ruote anteriori. Invece i dischi posteriori sono pieni (diametro di 251 mm) con pinza flottante. Da sottolineare che questa versione impiega, sui freni anteriori, una pinza in alluminio monoblocco: si tratta di una soluzione che aumenta la rigidezza della pinza, a pari peso, e fornisce quindi prestazioni più elevate soprattutto nella guida sportiva.


Infine, il propulsore turbodiesel impiega, sulle ruote anteriori, dischi autoventilanti da 281 mm e pinze flottanti in ghisa con pistoncino di diametro 57 mm; su quelle posteriori, invece, i dischi sono pieni (diametro di 251 mm) mentre la pinza è in alluminio con pistoncino di diametro 38 mm.


Oltre ad un impianto frenante con eccellenti prestazioni, Alfa Romeo MiTo è dotata del sistema antibloccaggio ABS, uno tra i più avanzati oggi disponibili. Ha quattro sensori attivi e una centralina idraulica a 12 elettrovalvole. Nell’impianto ABS è integrato il correttore elettronico della frenata EBD (Electronic Brake force Distribution). Quest’ultimo suddivide l’azione frenante sulle quattro ruote in modo da impedirne il blocco e garantire in ogni condizione il pieno controllo della vettura. Il sistema, inoltre, adatta il proprio funzionamento alle condizioni di aderenza delle ruote stesse e all’efficienza delle pastiglie dei freni, riducendo anche il surriscaldamento di questi ultimi.







Foto Alfa Mito





Il VDC è l’interpretazione di Alfa Romeo dell’ESP (Electronic Stability Program), il sistema che interviene nelle condizioni prossime al limite, quando è a rischio la stabilità della vettura, e aiuta il pilota a controllare l’auto. Dispositivo di carattere sportivo, come si addice a una vera Alfa, contraddistinta da un’ottima tenuta di strada, il VDC lascia al guidatore il totale piacere di padroneggiare il mezzo fino a quando le condizioni sono normali e interviene solo poco prima che la situazione diventi critica. Il VDC è sempre inserito.


Quando, invece, in condizioni di bassa aderenza si scala bruscamente di marcia, interviene l’MSR (Motor Schleppmoment Regelung) che ridà coppia al motore evitando il pattinamento derivante dal blocco delle ruote. Per ottenere questo risultato, il VDC verifica di continuo l’aderenza dei pneumatici al terreno, sia in senso longitudinale sia in senso laterale, e in caso di sbandata interviene per ripristinare la direzionalità e la stabilità dell’assetto. Tramite sensori rileva, infatti, la rotazione del corpo vettura attorno al suo asse verticale (velocità di imbardata), l’accelerazione laterale dell’auto e l’angolo volante impostato dal pilota (che indica la direzione scelta). Confronta, poi, questi dati con i parametri elaborati da una centralina elettronica e stabilisce – attraverso un complesso modello matematico – se la vettura sta percorrendo la curva entro i limiti di aderenza, oppure se è in procinto di sbandare di muso o di coda (sottosterzo o sovrasterzo).


Per riportarla sulla traiettoria corretta, genera un momento d’imbardata contrario a quello che causa l’instabilità, frenando singolarmente le ruote opportune (interne od esterne) e riducendo la potenza del motore (agisce sulla farfalla). Proprio qui sta la peculiarità del dispositivo realizzato dai tecnici dell’Alfa Romeo. I suoi interventi sui freni, infatti, sono modulati in modo da essere i più dolci possibili (e quindi non disturbare la guida) e la riduzione della potenza del motore è contenuta, per garantire sempre prestazioni sportive e grande piacere di guida.


Parte integrante del VDC è il sistema antislittamento ASR (Anti Slip Regulation) che provvede a qualsiasi velocità, con l’ausilio di freni e del controllo motore, ad ottimizzare la trazione. Basandosi sul numero di giri delle ruote calcolato dai sensori dell’ABS, il dispositivo calcola il grado di slittamento e per ripristinare l’aderenza attiva due diversi sistemi di controllo. Quando un’eccessiva richiesta di potenza provoca il pattinamento di entrambe le ruote motrici (per esempio in caso di aquaplaning o quando si accelera su un manto stradale dissestato, innevato o ghiacciato), riduce la coppia del motore diminuendo l’angolo di apertura della farfalla e quindi la portata d’aria.


Se, invece, a pattinare è una sola ruota (per esempio quella interna alla curva in seguito ad accelerazione o a variazioni dinamiche del carico), questa viene automaticamente frenata senza che il guidatore intervenga sul pedale del freno. Si ottiene così un effetto simile a quello prodotto dal differenziale autobloccante. Ciò consente ad Alfa Romeo MiTo di disimpegnarsi agevolmente su fondi stradali a bassa aderenza.


Il sistema CBC (Corning Brake Control) entra in azione quando la macchina compie una curva in piena frenata. In tal caso la pressione di frenata viene scaricata singolarmente su ciascuna ruota al fine di mantenere la stabilità della vettura, minimizzando qualsiasi comportamento sottosterzante o sovrasterzante.


Il VDC di Alfa Romeo MiTo interviene sempre in modo “discreto” grazie all’abbinamento con il DST (Dynamic Steering Torque), lo “sterzo elettronico attivo” che effettua già automaticamente le correzioni e controlla anche il sovrasterzo su fondi a bassa aderenza. Dunque, il DST migliora sia la sicurezza di marcia sia le prestazioni di handling. Infatti, in ogni condizione di guida, lo sterzo elettronico suggerisce al guidatore le corrette manovre da eseguire, consentendo ottime performance di tenuta e infondendo un grande senso di sicurezza. Merito della continua interazione tra il servosterzo elettrico (che genera una coppia al volante) e il controllo elettronico della dinamica (VDC). In dettaglio, il DST effettua automaticamente le correzioni, aiuta a mantenere il controllo del veicolo e rende più “discreto” l’intervento del VDC.


Il sistema DST si rivela particolarmente utile in caso di sovrasterzo agevolando la manovra più appropriata per mantenere il controllo della vettura in ogni condizione. Inoltre, la funzione MCF (Mu-Split control function) interviene in caso di marcia sui fondi ad aderenza differenziata (per esempio, accade spesso in inverno che due ruote siano sul ghiaccio mentre le altre due siano sull’asfalto). In questo particolare caso il sistema DST permette un controsterzo automatico che consente di controllare la vettura (evitando un testacoda) e nel contempo di fermarsi nel minor spazio possibile (lo spazio di frenata si riduce del 10%). Infine, in occasione di una guida sportiva, se il sistema rileva una maggiore accelerazione laterale (a partire da 0,6 g) interviene fornendo un incremento di coppia resistente al volante. In questo modo migliora decisamente la sensazione di dominio della vettura in curva, soprattutto alle alte velocità.


Completano l’offerta di Alfa Romeo MiTo il sistema HBA, l’assistente elettronico idraulico di frenata che incrementa automaticamente la pressione del circuito frenante durante la frenata di emergenza. E il sistema Hill-holder che, nelle partenze in salita, mantiene per pochi istanti l’azione frenante al rilascio del piede dal freno, agevolando così lo spunto ed evitando arretramenti.


Alfa Romeo MiTo propone il nuovo sistema Electronic Q2 che migliora il trasferimento della coppia motore alle ruote e, in particolare, garantisce un ottimo comportamento della vettura in curva rendendola così più sicura e divertente nella guida sportiva o in condizioni di scarsa aderenza. In dettaglio, il sistema Electronic Q2 si basa sullo sfruttamento dell’impianto frenante che, comandato in modo opportuno dalla centralina del VDC, crea un comportamento molto simile ad un differenziale a slittamento limitato (dunque il sistema Electronic Q2 “simula” elettronicamente la presenza di un differenziale autobloccante). In particolare, l’impianto frenante anteriore, in condizioni di accelerazione in curva, agisce opportunamente sulla ruota interna, incrementando così la motricità della ruota esterna (più caricata), e quindi ripartendo la coppia tra le ruote motrici anteriori in modo dinamico e continuo secondo le condizioni di guida e del fondo stradale.


Protezione completa, protezione intelligente. Nel caso di urto frontale, la protezione degli occupanti è assolta da un innovativo sistema di ritenuta detto “Air-Bag Smart 2”, in quanto è in grado di adattare automaticamente i parametri di attivazione in funzione della severità dell’incidente. A cominciare dai due airbag frontali per guidatore e passeggero anteriore, che funzionano secondo una logica nuova e diversa rispetto a quella tradizionale. Infatti, gli airbag frontali sono “a doppio stadio di attivazione”: quando l’impatto è di media forza, il sistema apre solo il primo dei due; mentre durante le collisioni più gravi, la centralina comanda l’attivazione di entrambi gli stadi. Questi ultimi, inoltre, possono essere attivati con sequenze diverse secondo il tipo di urto.


Infine, gli stessi sensori del sistema “Air-Bag Smart 2” comandano l’attivazione dei pretensionatori delle cinture di sicurezza. Infatti, Alfa Romeo MiTo è dotata di cinture di sicurezza anteriori complete di arrotolatore, pretensionatore e limitatore di carico. In caso d’impatto, il pretensionatore pirotecnico a comando elettronico richiama in pochi millisecondi il nastro, garantendo la perfetta aderenza di quest’ultimo al corpo. All’interno degli arrotolatori anteriori sono collocati i limitatori di carico, che cedono in modo controllato, dosando così la forza esercitata dalla cintura sulle spalle di chi la indossa.




Alfa Romeo MiTo, dunque, è dotata di tutti i più avanzati dispositivi di sicurezza passiva oggi disponibili. Per governarli è stato messo a punto un sofisticato “sistema nervoso” che è pilotato da una centralina elettronica collocata nel tunnel anteriore. È quest’ultima, infatti, che riceve i segnali provenienti dai vari sensori posizionati nella vettura (oltre che da quelli presenti al suo interno) e in relazione ad essi decide quanti e quali congegni devono essere attivati.


Infine, è presente su Alfa Romeo MiTo il sensore decentrato per la rilevazione degli urti frontali o ECS (Early Crash Sensor), un dispositivo supplementare che è sistemato sulla struttura anteriore della vettura e permette alla centralina di anticipare l’intervento degli airbag frontali; rispetto ad un sistema tradizionale, infatti, consente il loro completo dispiegamento, prima ancora che gli occupanti inizino il loro moto di avanzamento verso il volante o la plancia.


I primi sono gli airbag destinati a scendere lungo i finestrini per salvaguardare la testa degli occupanti in caso di collisione laterale. Rispetto ad altre soluzioni, i window-bag adottati da Alfa Romeo MiTo sono più protettivi (perché assumono sempre la posizione corretta), più veloci nel gonfiarsi e meno invasivi per i passeggeri. Si aprono, infatti, dall’alto verso il basso e non rischiano, con il loro movimento, di procurare danni secondari alle braccia degli occupanti.


Salvaguardano, inoltre, efficacemente sia il capo dei passeggeri anteriori sia quello di chi siede dietro, perché sono larghi quanto l’intera finestratura, e garantiscono la protezione anche durante i ribaltamenti. I due cuscini (uno per il lato destro e l’altro per quello sinistro) trovano posto sotto le longherine del tetto, ripiegati in un vano chiuso. Al momento opportuno il rivestimento si piega, permettendo ai bag di gonfiarsi e di scendere verso il basso.


Infine, per proteggere bacino e torace dei passeggeri anche quando viene urtato il fianco della vettura, Alfa Romeo MiTo dispone di airbag laterali che sono sistemati all’interno dello schienale dei sedili, una collocazione che assicura la miglior difesa degli occupanti, indipendentemente dalla loro statura, dalla posizione assunta e dalla regolazione del sedile.


La zona sotto il piantone, tipicamente la più pericolosa per le ginocchia, è resa inoffensiva, oltre che dall’utilizzo del bag ginocchia, dall’utilizzo di una nuova posizione del bloccasterzo che ha comportato lo spostamento della chiave di accensione dalla posizione tradizionale.


Particolare attenzione è stata posta ai sedili che svolgono un ruolo fondamentale nel garantire il corretto trattenimento dell’occupante e quindi nell’ottenere l’adeguato livello di sicurezza in urto frontale, posteriore e laterale. Le prestazioni richieste ai sedili sono superiori a quelle imposte dalle normative di omologazione europea I sedili sono stati sviluppati per superare gli standard più severi richiesti dal mercato. Tra l’altro, i sedili anteriori di Alfa Romeo MiTo sono equipaggiati con il sistema S.A.H.R. (Self Aligning Head Restraint) che, in caso di urto, avvicina gli appoggiatesta alla nuca degli occupanti attenuando così il “colpo di frusta”.


Nel campo della sicurezza preventiva, Alfa Romeo MiTo introduce un’importante novità: il sistema che segnale la frenata di emergenza azionando gli indicatori di direzione. La funzione entra in azione quando – ad una velocità superiore di 50 km/h – si ha una decelerazione maggiore di 7 m/s², il pedale del freno viene premuto e l’Hazard non è attivo. Soddisfatti questi parametri, il sistema automaticamente attiva gli indicatori di direzione sia anteriori che posteriori.