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Alfa Mito: Lo stile - Il piacere di guida - Motori e cambi - Sicurezza - Benessere a bordo - Prova su strada



I motori dell'Alfa Mito

Cuore e insieme vero punto di forza di ogni modello Alfa Romeo è il motore. E Alfa Romeo MiTo non fa eccezione: infatti, sotto una linea sportiva e di forte personalità, la nuova vettura propone un’articolata gamma di eccellenti propulsori dalla tecnica avanzata, generosi nelle prestazioni e rispettosi dell’ambiente. Senza dimenticare che i propulsori dell’Alfa Romeo si contraddistinguono per un inconfondibile “sound” che esalta il carattere unico della vettura nel pieno rispetto dei vincoli omologativi e degli aspetti ambientali.


Al lancio sono disponibili due motori a benzina (1.4 da 78 CV e 1.4 Turbobenzina da 155 CV) e un turbodiesel 1.6 JTDM da 120 CV. Ciascuno con doti diverse, tutte sfruttate appieno dall’accoppiamento con cambi meccanici a 6 marce, che di volta in volta si segnalano per la loro generosità, per il temperamento brillante o ancora per le alte prestazioni e la tecnologia sofisticata. Ecco in dettaglio le caratteristiche di ciascun gruppo motopropulsore.



Foto Alfa Mito








1.4 Turbobenzina da 155 CV


Alfa Romeo MiTo offre al cliente il nuovo motore benzina da 1,4 litri sovralimentato Turbobenzina che si caratterizza per prestazioni, prontezza nella risposta all’acceleratore, bassi consumi, semplicità costruttiva, robustezza ed affidabilità.


Il nuovo motore 1.4 16v turbobenzina è proposto con 155 CV (114 kW) di potenza massima ottenuta a 5.500 rpm ed ha una coppia massima di 206 Nm (a 2000 rpm il 155 CV) ma si possono ottenere ben 230 Nm a 3.000 rpm semplicemente selezionando la modalità di guida Dynamic del sistema Alfa D.N.A.. Quindi, l’elasticità di marcia è elevata, con ridotto uso del cambio, se si vuole una guida piacevole e rilassata, ma basta spingere sull’acceleratore per avere una risposta grintosa. A ciò contribuisce la ridotta inerzia del turbocompressore, che consente di ottenere le massime prestazioni al comando dell’acceleratore, senza i fastidiosi ritardi tipici di questo tipo di motorizzazioni.


Dunque, grande sportività a fronte di consumi contenuti. Senza contare la grande affidabilità di questo propulsore, garantita dalle centinaia di migliaia di chilometri percorsi dai prototipi durante la fase di sviluppo associata alle migliaia di ore ai banchi statici e dinamici. L’intervallo di manutenzione programmata è di 30.000 km, senza alcuna necessità di intervento intermedio. Lo scambiatore di calore olio/acqua garantisce questi risultati. Il filtro dell’olio è di tipo ecologico.


In dettaglio, il sistema computerizzato di controllo del motore gestisce tutte le funzioni tramite sofisticati algoritmi di calcolo. Il comando dell’acceleratore è “drive-by-wire”, senza collegamento meccanico, cosicché il guidatore può ottenere dal motore la risposta che desidera, tranquilla o sportiva, sempre con la massima efficienza energetica. Questi eccellenti risultati sono stati ottenuti con un’accurata progettazione e sviluppo di tutti i componenti del motore con oltre 120.000 ore di attività.

1.6 JTDM da 120 CV

Alfa Romeo MiTo adotta il 1.6 JTDM, 16 valvole, un propulsore dell’ultima generazione dei turbodiesel che conferma l’eccellenza tecnologica di Alfa Romeo in questo campo fin dal 1997, anno in cui debuttò il primo diesel common rail della storia sull’Alfa 156. Proposto nella versione da 120 CV, il brillante 1.6 litri combina perfettamente le doti vincenti dei turbodiesel common rail di ultima generazione con i vantaggi, anche fiscali, della filosofia progettuale “downsizing”. Dunque, è la soluzione ideale per chi ricerca il giusto compromesso tra rispetto ambientale e bassi costi di gestione, senza rinunciare a potenza ed elasticità per un autentico piacere di guida.


In dettaglio, il 1.6 Multijet migliora prestazioni, comfort, emissioni – è già Euro 5 Ready - e costi di gestione, oltre a presentare notevoli vantaggi: a parità di potenza, una coppia superiore di quasi il 25% (320 Nm a 1.750 giri/min) ed un consumo inferiore dell’8% (misurato su ciclo Nedc). Il tutto con un piacere di guida decisamente superiore, grazie soprattutto ai valori di coppia utile a basso regime. Questi obiettivi sono stati raggiunti grazie ad una completa ottimizzazione della combustione che sfrutta al massimo le potenzialità dei nuovi iniettori.


Il 1.6 JTDM ha un'erogazione eccellente di coppia in valore assoluto, tanto più apprezzabile se si considera la cilindrata: la coppia di 320 Nm rende tale motore leader di performance tra i propulsori di media cilindrata. Se poi si considera la coppia specifica (cioè divisa per la cilindrata) il 1.6 è il motore più performante della categoria fino a potenze di 200 CV, escludendo solo i propulsori “supersportivi”. Non solo. Se si tiene conto che la coppia massima viene erogata a 1.750 giri (280 Nm sono già disponibili a 1.500 giri) si può comprendere immediatamente come il 1.6 Multijet sia una rivoluzione rispetto agli attuali motori diesel: nessun altro, anche di ultima generazione, può offrire un’erogazione così elevata e ad un regime così basso di giri. Insomma, il nuovo 1.6 JTDM offre un piacere di guida esaltante e difficilmente eguagliabile, come dimostrano anche i valori di accelerazione (da 0 a 100 km/h in soli 9,9 secondi) e di velocità massima (198 km/h).


Non ultimo, l’abbinamento del nuovo sistema di iniezione ai turbo di nuova generazione a geometria variabile completa un quadro tecnologico di rilievo assoluto.


Allo stesso modo, il 1.6 da 120 CV adotta le più avanzate tecnologie di trattamento dei gas di scarico quali la trappola per il particolato ravvicinata (Close Coupled Diesel Particulate Filter) e il sistema EGR (Exhaust Gas Recirculation) integrato, che migliora il controllo della temperatura e il flusso dei gas, garantendo al contempo minori emissioni e riduzione dei consumi. L’insieme di queste soluzioni consentono al propulsore di essere Euro5-ready in largo anticipo rispetto all’entrata in vigore della normativa: è il miglior esempio del grande impegno profuso da tutto il Gruppo Fiat per una mobilità rispettosa dell’ambiente.


Il motore 1.6 JTDM da 120 CV è abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti che, specialmente alle velocità di strade statali o autostrade, assicura un regime di giri inferiore con il duplice vantaggio di una minore rumorosità in abitacolo e una riduzione dei consumi “reali”.

1.4 aspirato da 78 CV


Questa motorizzazione è stata appositamente sviluppata da Alfa Romeo per avere una vettura dedicata ai giovani che fosse limitata nella potenza ma che rispecchiasse tutte le caratteristiche di guidabilità, e piacere di guida che un’Alfa deve esprimere. Il motore 1.4 aspirato ha una potenza di 78 CV (58 kW) a 6.000 rpm e una coppia da 125 Nm a 4.250 giri. Il rapporto peso/potenza espresso da questa particolare motorizzazione ha preso spunto dalla normativa italiana per i neopatentati che limita la potenza specifica riferita alla tara guidabile da un neopatentato a 50Kw/t. Inizialmente tale normativa doveva entrare in vigore a luglio 2008, ma oggi risulta posticipata a gennaio 2009.


Coerente con la gamma motori proposti da Alfa Romeo MiTo, è stata sviluppata un’offerta di cambi meccanici affidabili, robusti e sofisticati, componenti determinanti per la piacevolezza di guida e il comfort. La nuova vettura ne adotta tre varianti: - M32: meccanico a 6 marce per i 1.4 Turbobenzina da 155 CV e il 1.6 JTDM da 120 CV - C514: meccanico a 6 marce per il 1.4 aspirato da 78 CV


Comune a tutti i cambi è il comando esterno a doppio flessibile, che assicura precisione di manovra, silenziosità e la possibilità di non trasmettere le vibrazioni meccaniche attraverso il comando stesso. In dettaglio. Si tratta di un comando esterno di nuova generazione, tecnologicamente avanzato per l’utilizzo esteso di tecnopolimeri alto prestazionali, impiegati in base alle differenti caratteristiche di resistenza, peso e potere auto-lubrificante. Inoltre, la sperimentazione al banco in condizioni climatiche estreme ha guidato la messa a punto di materiali, accoppiamenti e processi, garantendo la “robustezza” e l’affidabilità del prodotto. In più, il comando è stato studiato per garantire caratteristiche di sistema e prestazioni di massimo comfort e manovrabilità. Inoltre, per ottenere un maggior comfort, grazie a una maggiore azione di filtraggio meccanico, è stata utilizzata una nuova distribuzione delle masse inerziali, fortemente spostate verso il cambio.


Il cambio a 6 marce (C514) abbinato al 1.4 da 78 CV.

Maggior comfort acustico, riduzione dello sforzo d’innesto anche a freddo e più precisione nell’inserimento delle marce. Questi i vantaggi garantiti all’automobilista dal cambio C514 (configurazione trasversale a due alberi in cascata e differenziale) che è stato ottimizzato con interventi su: ingranaggi, sincronizzatori, lubrificazione, comando marce interno e comando frizione.


Abbinato al 1.4 da 78 CV, il dispositivo a 6 marce rappresenta l’ultimo potenziamento del cambio in termini di coppia trasmissibile (125 Nm). L’impiego di materiali più nobili per gli ingranaggi, l’utilizzo di un differenziale potenziato con ingranaggi conici maggiorati ed il collegamento scatola con corona mediante viti consentono la massima affidabilità. Le caratteristiche principali sono eccellente manovrabilità del comando marce, silenziosità di svolgimento e peso contenuto.


Il cambio a 6 marce (M32) per il 1.6 JTDM e il 1.4 Turbobenzina

Maggior comfort acustico, riduzione dello sforzo d’innesto anche a freddo e più precisione nell’inserimento delle marce. Questi i vantaggi garantiti all’automobilista dal cambio M32 (configurazione trasversale a tre alberi in cascata e differenziale) che è stato ottimizzato con interventi su: ingranaggi, sincronizzatori, lubrificazione, comando marce interno e comando frizione.


Disponibile nella versione con 6 marce, può sostenere elevati valori di coppia (320 Nm), quindi è la soluzione ideale per le motorizzazioni più performanti: 1.6 JTDM da 120 CV e 1.4 Turbobenzina da 155 CV. Inoltre, adotta un comando marce che, grazie a un limitatore di corsa in selezione, garantisce una maggiore sicurezza contro l’involontario inserimento della retromarcia e aumenta la precisione nell’innesto della quinta e della sesta.